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Consigli

Elettrodomestici e acqua

Come comportarsi quando gli elettrodomestici vengono a contatto con l’acqua.

Visto gli ultimi sviluppi e le notizie di inondazioni e catastrofi mi sento in dovere di dare alcune informazioni che potrebbero essere utili anche se con colpevole ritardo. Della serie “Meglio tardi che mai”.

Prima di procedere leggi “Lavora in sicurezza“.

La maggior parte degli elettrodomestici hanno la scheda main e motore (compressore) posizionati in basso, quindi la prima cosa da fare quando ci si rende conto che potrebbero venire a contatto con l’acqua è scollegarli della corrente.

Se non c’è tempo per scollegare singolarmente tutti gli elettrodomestici a causa di un allagamento rapido, correte al quadro elettrico di casa e togliete la corrente all’impianto.

Cosa fare dopo?

Una volta che tutto è asciutto e che non ci sono più rischi di allagamento non devi avere fretta ma procedere con metodo.

Per quanto riguarda lavatrici e asciugatrici bisogna smontare la scheda e procedere con la pulizia della stessa. Avrai bisogno di:

  • Acqua (preferibilmente demineralizzata)
  • Sapone neutro
  • Disossidante
  • Spazzolino
  • Aria compressa in spray o phon

Smonta la scheda (fai una foto per ricordare i collegamenti) quindi rimuovi la copertura in plastica e procedi con la pulizia.

ATTENZIONE! Assicurati di asciugare perfettamente la scheda prima di ripristinare il tutto, non avere fretta.

Anche il motore è posizionato in basso, consiglio di smontarlo e asciugarlo con il getto di aria calda del phon, non dimenticare di asciugare e pulire anche il connettore che lo alimenta.

Quando sarete sicuri che tutto è perfettamente asciutto e l’impianto elettrico della casa non ha subito danni, allora potrete ridare la corrente e verificare se siete riusciti a salvare l’elettrodomestico.

Frigoriferi e congelatori.

Se possiedi un frigo o congelatore con la scheda posizionata vicino al compressore procedi come sopra.

La maggior parte dei frigoriferi e dei congelatori hanno il compressore in basso, sul retro. Dando per scontato che hai già scollegato la corrente procedi smontando il coperchio che copre i contatti elettrici del compressore.

Scollega il relè e asciuga con aria compressa o con l’aria calda del phon, se vuoi andare sul sicuro sostituiscilo con uno nuovo, il costo non è eccessivo.

Lavastoviglie

Per quanto riguarda la scheda vale tutto ciò che ho descritto sopra, l’unica differenza è che le lavastoviglie hanno tutti i componenti sotto la vasca, quindi pompa scarico, elettropompa, resistenza…

In questo caso ti consiglio, dopo averla svuotata dall’acqua, di capovolgerla a testa in giù e smontare il fondello. Dopodiché procedi asciugando tutto il cablaggio e i vari componenti.

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Consigli Lavastoviglie

Lavastoviglie non lava bene o non prende detersivo.

I motivi per cui una lavastoviglie non lava bene possono essere vari, di seguito elencherò le principali cause e soluzioni.

Manutenzione ordinaria.

Le lavastoviglie di ultima generazione lavano con meno acqua e scaldano meno per poter ricevere la certificazione in classe A, di conseguenza i residui di grassi tendono ad accumularsi nelle tubature del circuito e in pratica, dopo un pò di tempo è come se lavassero con acqua sporca.

Per evitare che succeda è necessario fare almeno una volta al mese un lavaggio a vuoto col cura lavastoviglie e pulire regolarmente il filtro. Inoltre è bene ricordarsi sempre di rabboccare il contenitore del sale e del brillantante se non usi detersivo che già ne contiene.

Lavastoviglie non lava bene – Errori più comuni.

Sale da cucina.

Tra gli errori più comuni c’è quello di utilizzare il sale da cucina invece del sale da lavastoviglie o l’aceto al posto del brillantante.

Il sale da cucina contiene delle impurità che a lungo andare rovinano le resini presenti nel decalcificatore, succede infatti che inizialmente la lavastoviglie lava bene comunque, ma col tempo l’efficienza del lavaggio peggiora sempre più.

Aceto.

L’aceto ha molte proprietà, è un ottimo disincrostante ad esempio ma non ha le funzioni del brillantante che invece disgrega le particelle dell’acqua permettendogli di scivolare ed evaporare più facilmente.

Non lavare subito le stoviglie sporche.

Un altro degli errori più frequenti è quello di mettere le stoviglie sporche nella lavapiatti senza far partire subito il lavaggio. Lo sporco si secca e in molti casi, a fine ciclo, trovi alcune se non tutte le stoviglie ancora sporche.

Capita spesso di non riempire i cestelli e dover attendere il pasto successivo per evitare di sprecare acqua e corrente. Non tutti sanno però che tutte le lavastoviglie hanno un programma di “ammollo” che dura circa 10 minuti ed evita che lo sporco si secchi. In questo modo potrai attendere che la macchina sia a pieno carico ed evitare sprechi.

Pastiglie – Tabs.

Alcune pastiglie di detersivo per lavastoviglie contengono anche il sale, non so se è ancora così perché io utilizzo detersivo in polvere, ma fino a poco tempo fa c’era l’abitudine da parte dei produttori di aggiungere cose alle pastiglie; dal 2 in 1 si è passato al 3 in 1 e poi è diventata una gara a chi aggiungeva di più… Il sale va messo esclusivamente nel decalcificatore, serve a rigenerare le resine che addolciscono l’acqua, se messo insieme al detersivo rovinano il processo di decalcificazione e la qualità del lavaggio ne risente.

Se hai già escluso le cause precedenti prima di procedere ti consiglio di leggere “Lavora in sicurezza” e “Responsabilità“.

Lavastoviglie non lava bene – Irroratori sporchi.

Gli irroratori (giranti) sono forniti di ugelli e girano grazie alla pressione dell’acqua quando l’elettropompa è in funzione, se inavvertitamente il filtro viene posizionato in maniera errata può capitare che residui alimentari entrino nel circuito dell’acqua fino ad arrivare alle giranti. La pressione li spinge fino agli ugelli tappandoli, in questo modo la girante non solo non crea lo zampillo d’acqua che serve a pulire ma impedisce la rotazione della stessa. In molti casi è possibile smontarle e pulirle, in altri invece si è costretti a sostituirle, questo dipende dalla marca e modello della lavastoviglie.

Non sempre gli irroratori non ruotano perché sono sporchi, può anche succedere che si tratti di un semplice difetto di usura, ad esempio alcune giranti sono dotate di un O-ring che col tempo si usura e impedisce la rotazione. Un modo semplice per verificare che gli irroratori facciano il loro dovere è lanciare un lavaggio, aspettare 5 o 10 minuti e aprire delicatamente lo sportello, quindi verificare che si siano spostati dalla posizione iniziale.

Cassetto detersivo non si apre.

Se il programma di lavaggio finisce regolarmente ma trovi il cassetto detersivo chiuso naturalmente la qualità del lavaggio ne risente pesantemente perché il detersivo non viene usato. Il dispenser funziona tramite un’elettrovalvola e un meccanismo, quando arriva il momento di rilasciare il detersivo, la scheda dà un impulso di corrente che fa aprire il cassetto, quando il cassetto è aperto ed è il momento giusto, la scheda emette il secondo impulso che permette il rilascio del brillantante.

Elettrovalvola.

La prima cosa da controllare è l’elettrovalvola del cassetto, per fare questo devi smontare la controporta della lavastoviglie e misurare con un tester la continuità. Se non disponi di un tester puoi crearti un cavetto con due faston e a macchina spenta e scollegata dalla corrente, alimentarlo direttamente per vedere se si apre. Ricorda che la scheda quando manda la corrente lo fa per un breve istante, quindi cerca di togliere corrente dopo 1-2 secondi per non rischiare di bruciare l’elettrovalvola nel caso fosse buona.

Cablaggio.

Controlla anche il cablaggio che da sotto la lavastoviglie arriva all’elettrovalvola del dispenser; spesso capita che i fili si appiccichino alla parte interna dello sportello a causa del calore e col tempo si brucino impedendo il passaggio della corrente. In questo caso per risolvere ti basterà rifare le connessioni.

Cassetto detersivo – Dispenser.

Il dispenser viene venduto come pezzo unico ed è fissato con due staffe da tre viti l’una, non è difficile da sostituire ma bisogna fare molta attenzione alla lamiera della porta che è affilata come un rasoio, quindi indossa i guanti se decidi di cimentarti nella riparazione e lavora sempre a macchina scollegata dalla corrente.

Scheda main.

Lo stesso problema potrebbe dipendere anche dalla scheda che non invia corrente ma devo dire che è molto raro che succeda, anche se non impossibile.

Decalcificatore.

Se la tua lavastoviglie ha molti anni o l’hai utilizzata per molto tempo con sale da cucina probabilmente laverà con acqua troppo dura e ne risentirà la qualità del lavaggio. In questo caso non ti resta che sostituirlo sempre se ne vale la pena in termini economici.

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Consigli

Ricambi elettrodomestici online su Follettostore.

Da tempo mi capita spesso di sentirmi domandare: “…dove posso trovare ricambi elettrodomestici online?”; “Mi consigli un sito affidabile che vende ricambi online?” e così via…

Finalmente mi sono deciso a fare qualche ricerca in rete ed ho trovato un sito di ricambi molto interessante e con molte recensioni positive che mi ha incuriosito. Sono andato ad indagare per comprendere meglio e ho scoperto alcune novità curiose oltre che utili.

Ricerca del ricambio.

Appena atterri nella home del sito trovi subito un box di ricerca in cui inserire:

  • Tipo di apparecchio
  • Marca
  • Modello

Se non sai dove trovare il modello ti corre in aiuto un link sotto al box che mostra, in base al tipo di elettrodomestico, in che posizione puoi trovare l’adesivo con i dati necessari.

Ricerca per tipo di apparecchio.

Se non trovi il modello, perché l’adesivo è stato rimosso o non è più leggibile hai un’altra possibilità, nella sezione successiva al box di ricerca ti basterà cliccare sull’immagine dell’apparecchio di cui cerchi il ricambio e ti comparirà una carrellata di ricambi vari.

A questo punto se ancora non hai trovato quello che cerchi, puoi affinare la ricerca selezionando la marca dell’apparecchio, che di solito si trova facilmente.

Ricerca tramite menù.

La ricerca del ricambio può essere fatta anche attraverso il menù del sito in cui sono elencati i vari tipi di apparecchi, ogni voce è composta da un sotto menù con le voci dei ricambi più comuni.

Ogni ricambio è fornito di foto e descrizione, viene subito indicata la disponibilità di magazzino e la data di arrivo prevista.

Se conosci solo il nome del ricambio, ti viene in aiuto un ulteriore box di ricerca posto sopra al menù. La cosa interessante è che si comporta in modo molto simile a Google, utilizza il completamento automatico, in pratica ti viene suggerito quello che stai cercando in base a quello che stai scrivendo.

Interessante anche il fatto che per ogni ricambio viene indicato il livello di difficoltà, se il ricambio si monta facilmente vedrai una chiave inglese colorata di verde, più il livello di difficoltà aumenta, più chiavi saranno evidenziate, fino ad un massimo di quattro.

Assistenza gratuita.

Appena ti colleghi, vieni accolto subito da una chat che offre aiuto e ti da il benvenuto.

Penso sia un ottimo servizio, che può essere utile quando non sei sicuro di ordinare il ricambio giusto o vuoi semplicemente farti aiutare da un esperto.

Nella home del sito si legge:

Assistenza gratuita

Hai acquistato un ricambio ma non riesci a montarlo oppure hai dubbi? Il nostro servizio ti fornisce assistenza sempre gratuita durante l’installazione

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Ammetto di non aver mai trovato in altri siti un servizio come questo e credo sia un ottima idea quella di fornire assistenza gratuita per il montaggio del ricambio.

Quindi se hai difficoltà o dubbi puoi contattare l’assistenza tramite la chat oppure telefonicamente, nella pagina contatti trovi il numero e gli orari oltre ad un modulo di contatto.

Spedizione gratuita.

Proseguendo nella lettura si scopre che le spedizioni vengono effettuate tramite corriere entro 24/48 ore dall’acquisto, sabato domenica e festivi esclusi e sono sempre gratuite.

Acquistando da noi avrai il vantaggio di avere la spedizione sempre gratuita su tutti gli articoli acquistati dal catalogo prodotti

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Reso gratuito entro 14 giorni.

Quando cerchi di procurarti un ricambio spesso capita di sbagliare, a volte i ricambi dello stesso modello variano in base alla matricola ad esempio, di conseguenza avere un servizio di reso gratuito è molto importante in questi casi.

Avuto un ripensamento sull’articolo acquistato? Nessun problema! Il reso è gratuito entro 14 giorni dalla data di ricezione

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Tieni presente che in caso di reso la spedizione è a tuo carico, comunque l’importo del prodotto restituito ti verrà rimborsato totalmente.

Conclusioni.

Non ho ancora avuto modo di testarlo, per ora mi sono soltanto registrato per creare il mio account ma credo che lo utilizzerò presto.

I punti di forza di Follettostore sono:

  • Magazzino con oltre un milione di prodotti gestiti di tutte le marche
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Anche questa volta spero di essere stato di aiuto e se hai già utilizzato questo sito ti chiedo la cortesia di lasciare la tua recensione nei commenti grazie.

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Consigli

Centro assistenza autorizzato o Tecnico generico? Come difendersi dalle truffe

Centro assistenza autorizzato – Pro e Contro.

Un centro assistenza autorizzato è vincolato alle direttive della casa costruttrice, i ricambi di cui dispongono sono originali e chiusi nella loro confezione, hanno una garanzia di 24 mesi e generalmente sono meglio organizzati di un tecnico generico; Questo perché trattando solo alcune marche è più facile che tengano di scorta i ricambi giusti e riescano a terminare la riparazione in un’unica uscita.

I tecnici del centro assistenza autorizzato, di solito vengono aggiornati sui nuovi prodotti in uscita e quando escono nuove linee sono più preparati degli altri, hanno ha disposizione una Help Line nel caso non siano in grado di capire il problema e in alcuni casi hanno un’attrezzatura che altri tecnici generici non possono avere.

Dispongono di palmari o tablet (chiave bluetooth da collegare alle schede) con software specifici per fare le diagnosi, notizie tecniche, che vengono forniti direttamente dalla casa costruttrice soltanto a centri assistenza autorizzati.

Solitamente rivolgendosi a queste ditte sei più sicuro sulla correttezza del tecnico, anche perché se vengono scoperti comportamenti sleali rischiano di vedersi togliere l’assistenza autorizzata e perdere tutti i vantaggi che hanno.

Il costo della chiamata, di solito si aggira intorno ai 49€ e comprendono chiamata e prima mezz’ora di lavoro, poi vengono aggiunti 8€ ogni 15 minuti extra ma non sempre vengono conteggiati, la tendenza è quella di arrotondare per difetto per non alzare troppo la spesa.

Extra Garanzia.

Se l’elettrodomestico è in garanzia (2 anni) o extra garanzia (5 o 6 anni), la riparazione è gratuita, per questo motivo consiglio di estendere sempre la garanzia, specialmente se l’elettrodomestico è di fascia alta.

Spesso basta un’intervento tra il terzo e il quinto anno per recuperare il costo della garanzia estesa e non è così raro che accada, specialmente se usi molto l’elettrodomestico.

Lavatrici e lavastoviglie sono gli elettrodomestici con più componenti e sono quelli che tendono a dare maggiori problemi rispetto ad altri, se poi vengono utilizzati solo per brevi periodi come può capitare a chi ha l’appartamento al mare, meglio estendere comunque la garanzia perché anche usandoli poco possono dare problemi di vario tipo.

Affidarsi ad un tecnico autorizzato non è di per se una garanzia onestà, i disonesti sono ovunque quindi cerca di adottare i consigli che spiegherò fra poco.

Tecnico Generico.

Esistono molti tecnici generici, alcuni onesti altri meno, altri sono dei veri truffatori. Programmi come “Le Iene“, “Mi manda Rai3”, hanno già fatto servizi a riguardo ma la legge non ci tutela abbastanza e alcuni furbetti continuano a truffare le persone.

Ci sono molti tecnici onesti e bravi anche tra questi, a volte anche più bravi ed economici di quelli autorizzati ma purtroppo la percentuale dei furbetti aumenta quando non ci sono deterrenti come per i centri assistenza autorizzati.

Un utente non attento può credere di aver contattato l’assistenza autorizzata, ad esempio cerca l’assistenza di una determinata marca ma non è specificata la parola “autorizzata“, vedi il logo della marca in questione ma non è autorizzata ad operare a nome del marchio in questione.

In realtà sono tecnici multimarca e tra questi si nascondono spesso persone poco corrette o addirittura incompetenti.

Attenzione non dico che tutti quelli che riparano tutte le marche siano scorretti, dico solo che tra loro si nascondono veri e propri truffatori.

Come riconoscerli.

Ci sono alcuni campanelli d’allarme che ti aiutano a riconoscere i disonesti.

  • Ad esempio i tecnici non sono assunti direttamente dalla ditta che hai contattato ma lavorano con Partita IVA.
  • Risultano venire da fuori provincia, così da rendere più difficile denunciarli.
  • Quando non riescono a capire il problema fanno dei preventivi di spesa esagerati per scoraggiare la riparazione e intascare la chiamata.
  • Rilasciano finte ricevute che in realtà sono preventivi.
  • In alcuni casi promettono di ritornare col ricambio, incassano un’anticipo e non si fanno più vedere.

Come in tutti i settori ci sono tecnici onesti e disonesti, per evitare di essere truffato ti consiglio alcuni accorgimenti:

  • Quando telefoni per prenotare l’appuntamento, domanda sempre quanto costa l’uscita e qual è il prezzo della manodopera.

Spiega il tipo di problema e chiedi già al telefono se è possibile avere un preventivo.

  • Non assentarti durante la riparazione.

Essere presenti durante la riparazione è già di per se un’ottimo deterrente per chi ha cattive intenzioni.

  • Controlla che il ricambio sia chiuso nella confezione originale.

Chi ripara marchi diversi spesso usa ricambi universali, l’importante è che siano garantiti 24 mesi.

  • Chiedi il preventivo di spesa.

Dopo la diagnosi il tecnico deve fare un preventivo, se rifiuti l’intervento dovrai comunque pagare la chiamata.

  • Prima di chiamare il tecnico informati sul difetto che presenta l’elettrodomestico e le possibili cause.

Non siamo tutti tecnici ma la rete spesso può aiutare a comprendere l’entità del guasto. Il mio sito ad esempio fornisce molte informazioni a riguardo e non sono l’unico.

  • Richiedi sempre la fattura: servirà come prova in caso di controversie con l’artigiano.

Anche il preventivo scritto è utile in questo senso. Il tecnico deve motivare nel dettaglio la spesa, specificando le diverse voci: chiamata, manodopera e ricambio.

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Consigli Riparodasolo

Obsolescenza Programmata

Obsolescenza Programmata – Cosa significa?

Cos’è l’obsolescenza programmata?

Personalmente credo che l’obsolescenza programmata sia una strategia a lungo andare deleteria, sia per i consumatori che per l’ambiente e vorrei esprimere il mio punto di vista a riguardo.

In pratica le aziende progettano i loro prodotti per durare un determinato tempo, il meno possibile di solito, questo succede perché le varie industrie produttrici devono per forza crescere per fare profitti o resistere nel mercato, quindi non possono permettersi di creare prodotti che durano nel tempo.

Se il prodotto viene costruito per durare nel tempo il mercato ad un cento punto si satura, se succede le aziende non vendono più o vendono molto meno, così facendo si generano un’enorme quantità di rifiuti che spesso non vengono smaltiti o non vengono recuperati nel modo giusto.

Ci sono aziende che spingono molto questo meccanismo impostando un vero e proprio timer per bloccare il funzionamento delle macchine, altre che invece agiscono in maniera più sottile, utilizzando materiali scadenti e poco durevoli.

Obsolescenza programmata – Elettrodomestici.

Non voglio impicciarmi di settori che non conosco, voglio invece parlarti di cosa sta succedendo da un pò di anni a questa parte nel mondo degli elettrodomestici.

Un esempio su tutti sono le vasche delle lavatrici, oramai tutte in plastica a parte qualche modello Miele che costa più di 1000€.

Quando ho iniziato a lavorare come tecnico esistevano ancora le vasche in acciaio, se si rompevano i cuscinetti bastava sostituirli (se intervenivi in tempo) e con una spesa modesta davi una seconda vita alla tua lavatrice.

Adesso sei costretto a sostituire tutto; vasca, cestello, cuscinetti e albero cesto.

Il processo di produzione è stato reso più economico, si tratta di un ricambio unico, una vasca di plastica con all’interno il cestello in acciaio già assemblati e non smontabili.

Il costo dei ricambi aumenta e il prezzo del prodotto nuovo diminuisce, in pratica ti costringono ad acquistare un nuovo prodotto.

Chi si ricorda quando gli elettrodomestici duravano più di 20 anni?

Oggi con la tecnologia e le conoscenze che abbiamo potremmo produrre elettrodomestici indistruttibili o quasi, riusciamo a mandare l’uomo nello spazio ma non riusciamo a far durare una lavatrice più di qualche anno… Assurdo!

Questo è solo un esempio su tanti, potrei parlarvi dello spessore delle vasche delle lavastoviglie (meno di 1mm), potrei raccontarti dei motori a spazzole che durano circa 2000 lavaggi e poi sono da buttare e altro ancora.

Obsolescenza programmata – Quando è perché.

Tutto nacque dai produttori di lampadine che nel 1923 si misero d’accordo nel diminuire da 2500 ore a 1000 ore la durata delle lampade ad incandescenza, così nacque l’accordo Phoebus che molti soprannominarono “Il complotto delle lampadine”.

Nel 1933, nel pieno della Grande Depressione, l’immobiliarista americano Bernard London propone di istituire l’obsolescenza programmata per legge, così da incentivare consumi e produzione e uscire dalla crisi che attanagliava il mondo.

In quegli stessi anni, gli ingegneri dell’industria chimica DuPont scoprono il nylon e lo utilizzarono per produrre calze da donna molto più resistenti di quelle in seta utilizzate sino ad allora.

Queste calze hanno però un grande problema, durano troppo! I vertici DuPont incaricarono i loro tecnici di indebolire la fibra, in modo che i loro affari non ristagnassero fino alla chiusura degli impianti produttivi.

Questa logica malata è andata avanti fino ai giorni nostri e le aziende produttrici si sono sempre più ingegnate per aumentare i profitti a scapito dei consumatori e dell’ambiente.

Esempi di obsolescenza programmata.

Anche la famosa Apple già in passato e anche ultimamente è stata bacchettata perché con gli aggiornamenti faceva in modo di rallentare o far scaricare più velocemente la batteria per i modelli più vecchi di iPhone, iPad e vari, un’efficace strategia per convincere le persone ad acquistare l’ultimo modello ed aumentare gli incassi per l’azienda.

Ma un pò tutti i settori stanno utilizzando questo sistema, mobili, auto, moto, indumenti…

I produttori di PC che posizionano condensatori che non sopportano alte temperature nei punti più caldi della scheda in modo da farli durare 3 anni al massimo, sono un esempio eclatante.

Come difendersi dall’obsolescenza programmata.

Autoriparazione.

Oggi chiamare un tecnico specializzato ha un costo minimo di circa 50€ che vanno ad aggiungersi al costo del ricambio, quindi la maggior parte delle volte, se l’elettrodomestico ha già qualche anno, risulta più conveniente sostituire l’intero prodotto.

Inoltre il tecnico praticherà un leggero carico sul costo del ricambio facendo lievitare ancora di più il costo della riparazione.

Sommando tutto questo ho calcolato che una riparazione effettuata da un tecnico autorizzato costa in media circa 90-100€ e spesso superando questa cifra la riparazione non è più conveniente.

Utilizzando il “Fai da TE” la spesa si riduce molto anche se mi rendo conto che non tutti sono portati o in grado di farlo, ricorda però che il web ti può aiutare, ti basterà fare una semplice ricerca online per scoprire se qualcuno ha già avuto a che fare con la riparazione dell’oggetto che si è rotto, nella maggior parte dei casi troverai qualche guida o qualcuno che ha già avuto il tuo stesso problema.

Riparodasolo nasce proprio per coprire questa esigenza ma non sono l’unico, ci sono tantissimi blog o forum che trattano questi argomenti, devi solo avere la voglia e il tempo per dedicartici.

Evita prodotti troppo economici.

C’è un vecchio detto:

Chi più spende meno spende!

Certo, non sempre è valido questo discorso ma ricorda che quando un prodotto costa troppo poco, dietro c’è spesso un valido motivo, alcuni di questi prodotti di bassa gamma si rompono anche durante il periodo di garanzia da quanto sono delicati.

Compra solo ciò di cui hai veramente bisogno.

L’ultimo modello di smartphone, la macchina nuova, sono tante le tentazioni… oggi chiunque è bombardato dalla pubblicità che spinge tutti noi a desiderare cose di cui non abbiamo realmente bisogno, sfrutta tutto fino al suo ultimo giorno di vita o meglio ancora prova a cercare un riutilizzo possibile almeno per alcuni dei componenti.

Se proprio devi acquistare qualcosa di nuovo ti consiglio di riflettere bene sul reale bisogno e prima di effettuare un’acquisto leggi attentamente le recensioni sul prodotto in questione.

Oggi grazie alla rete noi tutti abbiamo la possibilità di scambiare informazioni, approfittane.

 

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Consigli Difetti e componenti

Come regolare le ante della cucina

Di solito creo guide su come riparare elettrodomestici vari, oggi però voglio mostrarti come regolare le ante della cucina che spesso dopo un pò di usura tendono a non chiudersi più bene.

Lavora sempre in sicurezza.

Regolare le ante – Cerniere.

Le cerniere di solito sono fissate da 4 viti, una in particolare serve a spostare di qualche millimetro verso l’esterno o verso l’interno, esistono vari tipi di cerniere, io ho preso in considerazione il tipo più economico e diffuso.

Ti servirà soltanto un semplice cacciavite a croce e dovrai semplicemente agire sulle viti fino a quando non sei soddisfatto della regolazione.

Svitando la vite in questione la cerniera si sposta verso l’interno, mentre avvitando si sposta verso l’esterno.

Se ad esempio lo sportello pende verso il basso dovrai girare leggermente la vite della cerniera superiore verso sinistra e quella inferiore verso destra.

Se dopo questa regolazione l’anta rimane storta o non tira abbastanza per chiudere del tutto lo sportello, significa che è da sostituire l’intera cerniera.

Probabilmente perché la molla è scarica o la meccanica di una o più cerniere è compromessa; se succede consiglio di sostituire entrambe le cerniere per evitare che una sforzi più dell’altra causando una precoce usura della cerniera nuova.

Spero che questo semplice consiglio possa esserti utile, buon lavoro.

 

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Consigli Difetti e componenti Forno Lavasciuga Lavastoviglie Lavatrice

Diagnosi senza tester

Fare una diagnosi senza tester, controllare un componente elettrico o elettromeccanico è possibile se ti crei questo accessorio.

Come fare una diagnosi senza tester – Materiale.

Procurati un semplice cavo elettrico, lo puoi recuperare da un altro elettrodomestico rotto oppure te lo puoi costruire da solo.

Ti serviranno un cavo elettrico, un paio di forbici da elettricista, due faston, una pinza a pappagallo o qualcosa di simile per stringere i faston e infine una spina elettrica per poter collegare il cavo alla presa di corrente.

Componenti che puoi verificare.

Con questo semplice cavo potrai fare una diagnosi senza tester su alcuni componenti; vediamo quali.

Pompa scarico (Lavatrice, Lavastoviglie, Asciugatrice, Lavasciuga)

Può capitare di trovarsi con la lavatrice o la lavastoviglie bloccati con acqua dentro e dopo aver fatto tutte le verifiche del caso (Vedi Lavatrice non scarica), devi verificare se il problema deriva dal fatto che non arriva tensione alla pompa oppure se la pompa è interrotta.

Normalmente se possiedi e sai usare un tester ti basta mettere puntali ai capi dei contatti della pompa e verificare così i valori o se arriva la 220V.

Se non possiedi un tester puoi alimentarla direttamente col cavo e verificare se la ventola si attiva o se rimane ferma.

Se rimane ferma significa che è interrotta a meno che non ci sia un corpo estraneo che blocca la ventola.

Resistenza (Lavatrice, Lavastoviglie, Forno).

Un altro caso in cui questo semplice accessorio può esserti utile è per verificare la continuità di una resistenza elettrica.

Attenzione, devi adottare alcune precauzioni per non danneggiare le resistenze.

Resistenza Lavatrice e Lavastoviglie.

Puoi alimentarla direttamente col cavo solo se è presente acqua in vasca, queste resistenze devono lavorare immerse nell’acqua altrimenti si rischia di mandarle in dispersione o rompere il filamento interno.

Se te la senti procedi chiudendo il rubinetto, scollega l’elettrodomestico dalla corrente, smonta le parti necessarie per poter accedere agevolmente ai capi della resistenza.

Aggiungi manualmente l’acqua necessaria ad immergere completamente la resistenza, scollega i fili della stessa e manda corrente utilizzando il tuo cavo.

Quando fai queste operazioni indossa sempre scarpe isolate e guanti, inoltre non toccare mai nessuna parte metallica dell’elettrodomestico quando alimenti la resistenza se il cavo che hai preparato non ha il contatto di terra.

Aspetta 30 secondi e verifica se l’acqua sta cominciando a scaldarsi o se rimane fredda.

Alcune lavastoviglie hanno la resistenza a vista, non commettere l’errore di toccarla mentre fai questa prova se non vuoi ustionarti, eventualmente se necessario bagnati il dito con la saliva e tocca e ritrai il dito velocemente.

Elettrovalvola (Lavatrice, Lavastoviglie…).

Nel caso in cui avessi bisogno di verificare l’elettrovalvola dovrai:

  1. Togliere corrente
  2. Smontare le parti per accedere all’elettrovalvola (Top/Fianco…)
  3. Scollegare i fili e collegare i due faston del tuo cavetto.

Se l’elettrovalvola si apre e fa entrare l’acqua allora hai la certezza che funziona e che molto probabilmente non gli arriva corrente quindi potrai procedere per esclusione verificando gli altri componenti.

Motoventilatore e ventilatore tangenziale di raffreddamento. (Forno, Lavasciuga, Frigo).

Quasi tutti i forni elettrici montano questi due motorini e come tutte le resistenze e le elettrovalvole, hanno due contatti a cui puoi collegare il cavo elettrico e così verificare se alimentandoli direttamente funzionano o sono interrotti.

Inutile dire che con un tester la verifica dei componenti è molto più rapida e semplice, io consiglio di procurarsi un tester e utilizzare il cavo solo nei casi in cui fare la misurazione col tester è scomodo, ad esempio quando non hai spazio per inserire i puntali del tester oppure quando vuoi evitare di smontare un pezzo e provarlo da montato, oppure quando il tester è fuori uso (Rotto/Pile scariche).

 

 

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Consigli Lavastoviglie

Lavastoviglie cura e manutenzione

Come tutte le macchine anche la lavastoviglie ha bisogno di manutenzione.

Di seguito andrò ad elencare tutte le operazioni da compiere per mantenere in buono stato la tua lavastoviglie.

Pulizia del filtro.

La pulizia del filtro va effettuata almeno una volta al mese, non sprecare acqua e tempo per sciacquare le stoviglie prima del lavaggio, piuttosto pulisci più frequentemente il filtro.

Una volta pulito ricordati di assemblare le parti che compongono il filtro in maniera corretta, se posizionato male perde la sua funzione e residui di cibo potrebbero andare ad ostruire i fori degli irroratori o bloccare la pompa scarico.

Quando pulisci il filtro fai in modo che non vada nulla nel pozzetto, eventualmente rimuovi tutto ciò che finisce lì dentro.

Irroratori superiore ed inferiore.

I due irroratori hanno il compito di spruzzare l’acqua, se si ostruiscono, dovrai smontarli e pulirli, altrimenti le prestazioni del lavaggio saranno compromesse.

Guarnizioni.

Una volta al mese, magari prima di fare la pulizia col cura lavastoviglie, utilizza una spugna umida (dalla parte abrasiva) e pulisci eventuali incrostazioni presenti sulle guarnizioni, sia quella perimetrale che quella inferiore, eviterai possibili perdite di acqua dallo sportello.

Controlla anche dove lo sportello fa battuta sulla guarnizione e dai una passata con la spugna anche li.

Sale.

Senza sale la macchina laverà ugualmente ma avrai pessimi risultati, se non vuoi trovarti i bicchieri opachi o avere scarse prestazioni di lavaggio, ricordati di rabboccare il contenitore del sale.

Il consumo del sale dipende dalla durezza dell’acqua, più l’acqua è dura e più sale verrà consumato.

Di regola consiglio di metterlo una volta al mese, prima di avviare il lavaggio di pulizia.

Comunque sia mettilo sempre prima di effettuare un qualsiasi lavaggio, in questo modo i granelli di sale che finiscono in vasca non corroderanno l’acciaio, se invece non lavi subito, il sale potrebbe forare la vasca.

Usa sempre e solo sale da lavastoviglie, il sale da cucina ha delle impurità che con l’andar del tempo vanno a rovinare le resine del decalcificatore.

Brillantante.

Se usi detersivo con brillantante non devi aggiungerlo nel dispenser altrimenti è come se la macchina lo prendesse due volte, creando così un eccesso di schiuma e perdite di acqua.

Se invece usi detersivo semplice ricordati, in occasione delle varie manutenzioni, di aggiungere il brillantante.

Attenzione, l’aceto non fa il lavoro del brillantante, anzi tenderà a bruciare le guarnizioni del cassetto se viene utilizzato come sostituto, piuttosto non mettere nulla.

Pulizia del circuito di lavaggio.

Almeno una volta al mese fai un lavaggio a vuoto con cura lavastoviglie, in commercio ne trovi di tutti i tipi, io preferisco utilizzare prodotti professionali che puoi reperire dai vari centri assistenza autorizzati o su Amazon.

Se la macchina deve stare ferma per lunghi periodi dopo la pulizia col prodotto chiudi il rubinetto dell’acqua, stacca la spina se accessibile e lascia lo sportello aperto.

Magnete anticalcare.

Un accessorio interessante è il magnete anticalcare, applicato sul rubinetto rende l’acqua più dolce, riduce il consumo di sale e limita la formazione di calcare.

Se avrai l’abitudine di fare questi controlli tutti i mesi, non solo l’efficienza di lavaggio sarà sempre buona ma l’elettrodomestico tenderà a durare di più nel tempo e ad avere meno guasti.

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Consigli Difetti e componenti Lavatrice

Resistenza lavatrice – Come utilizzare il tester

Quando la lavatrice non scalda l’acqua per prima cosa devi verificare se la resistenza lavatrice è interrotta e se gli arriva corrente.

Naturalmente sia in un caso che nell’altro la resistenza non compie il suo dovere.

Nel caso in cui invece interviene il salvavita dovrai verificare la dispersione di corrente.

Di seguito ti spiego come fare queste tre misurazioni.

Resistenza lavatrice – Continuità.

La resistenza lavatrice ha il compito di scaldare l’acqua, al suo interno è presente un filamento che quando viene alimentato si scalda.

A causa dell’usura può verificarsi un’interruzione del filamento interno, impedendo così il passaggio della corrente.

Per verificare la continuità della resistenza scollega i fili a cui è collegata e posiziona il tester sulla scala minima degli Ohm, quindi posiziona i puntali.

Il valore restituito dovrebbe essere circa di 30 ohm, se non leggi nessun valore significa che la resistenza è interrotta e va sostituita.

Resistenza lavatrice – Tensione.

Avvia un lavaggio, aspetta che cominci la fase di riscaldamento e senza scollegare i fili posiziona i puntali ai capi della resistenza, assicurati prima che il selettore del tester sia posizionato sui Volt (200V – 600V), corrente alternata.

Se la tensione è di circa 220V significa che la corrente arriva correttamente e se la macchina non scalda dipende dalla resistenza interrotta.

In alcuni casi la corrente non arriva a causa del cablaggio che potrebbe tagliarsi o bruciarsi e di conseguenza impedire il passaggio della corrente fino alla resistenza.

Quando effettui delle misurazioni di corrente, fai molta attenzione a dove metti le mani, ti consiglio di leggere prima “Lavora in sicurezza“.

Resistenza lavatrice – Dispersione.

Quando la resistenza disperde corrente interviene il salvavita, la dispersione può essere causata anche da altri componenti, quindi dovrai procedere per esclusione.

Per verificare la dispersione di una resistenza devi scollegare il cablaggio, mettere il selettore del multimetro sulla scala massima degli ohm e posizionare un puntale su uno dei contatti della resistenza e l’altro a massa, poi ripeti la stessa operazione invertendo i puntali.

Se trovi continuità significa che la resistenza disperde corrente e va sostituita.

 

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Consigli Piccoli Elettrodomestici Recensioni

Microonde Barilla

Microonde Barilla – Whirlpool.

La famosa casa produttrice di elettrodomestici Whirlpool e l’altrettanto famoso marchio alimentare Barilla, si sono uniti per realizzare un microonde capace di portare in tavola cibi freschi e veloci da realizzare, vediamo insieme i pro e i contro di questo microonde.

Microonde Barilla – Le novità.

Funziona come un qualsiasi altro microonde combinato, quindi potrai utilizzarlo per cucinare qualsiasi cosa ma le novità che lo contraddistinguono sono il lettore RFID, il serbatoio dell’acqua, un motore a doppio senso di rotazione a 4 velocità.

Lettore RFID.

Barilla per ora ha deciso di vendere i suoi kit (pasta, risotti, pizze, focacce, pane e torte) solamente online, direttamente dal sito della Barilla, ognuno di questi Kit (2 porzioni) ha stampato un codice, basterà avvicinarlo al lettore posto sul display e il microonde imposterà automaticamente il programma specifico, pensato esclusivamente per quel Kit.

La semplicità di utilizzo è il punto forte, il microonde riconosce il kit e ne imposta la preparazione, dosa l’acqua nelle giuste quantità e al momento opportuno, miscela e impasta gli ingredienti (tramite accessori), usa la lievitazione naturale, amalgama gli ingredienti e sceglie a seconda delle ricette le microonde o la cottura tradizionale.

Un fatto da non trascurare è che dopo la cottura il microonde si resetta e se vorrai riutilizzare lo stesso tipo di cottura speciale, magari con una pasta diversa da Barilla, questo non sarà possibile, il codice di ogni confezione può essere usato solo una volta.

Altrimenti che senso aveva stringere una partnership con Whirlpool… 🙂

Un altro motivo è che Whirlpool ha sempre fatto microonde di ottimo livello comunque.

Il serbatoio dell’acqua – Motore a 4 velocità.

Sulla base del microonde è posto un serbatoio, ti basterà riempirlo d’acqua e il microonde preleverà autonomamente l’acqua che servirà per la cottura, ad esempio per pasta e risotti.

Il motorino che fa girare il piatto, da che so io è sempre stato ad una velocità e rotazione per tutti i microonde, a quanto pare il microonde Barilla ha dovuto aggiungere questa funzione a 4 velocità e a doppio senso di rotazione per migliorare la preparazione dei propri kit, ben venga…

Microonde Barilla – Conclusioni.

Perfetto per i single che lavorano e hanno poco tempo o per chi non è proprio un cuoco provetto, è dotato anche di ritardatore di partenza, in questo modo puoi organizzarti e trovare il pranzo o la cena pronti appena rientri a casa.

I Kit costano da 1,99 a 3,99€ e Barilla prevede di ampliare la gamma di ricette introducendo in futuro anche piatti senza glutine, i prezzi sono inferiori ai surgelati (veloci da preparare ma più costosi) ma superiori agli ingredienti classici (più freschi ma più lunghi da preparare).

Il concetto di ricarica che il microonde Barilla ha messo in piedi è molto simile a quello già in atto con le macchine da caffè, di fatto il meccanismo è il medesimo, chissà se in futuro Barilla darà in comodato d’uso il microonde a patto che l’utente acquisti una determinata quantità di Kit?

Per ora il microonde Barilla-Whirlpool va acquistato e neanche ad una modica cifra, la versione Silver costa 699€, quella White 649€, puoi anche provare a vincerlo, buona fortuna!!! Se vuoi gustare le ricette puoi partecipare alle degustazioni…

PS: Se me lo ritroverò sotto le mani sarà mia cura informarti su come ripararlo da solo, nel caso dovesse guastarsi in futuro, come sempre!

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Consigli Lavatrice

Pulito perfetto – Tre tecnologie a confronto

Nuovi sistemi di lavaggio per un pulito perfetto.

Da qualche anno le lavatrici sono progettate per garantire un basso consumo idrico ed elettrico, questo però in alcuni casi ha creato dei problemi per quanto riguarda l’efficienza nel lavaggio.

In molti casi è necessario aumentare la temperatura o inserire un’opzione extra risciacquo per avere un pulito perfetto e non ritrovarsi con il bucato da rilavare.

Pulito perfetto – Tre sistemi a confronto.

Hotpoint-Ariston ha inserito tra i vari modelli Aqualtis un modello in particolare dotato della nuova tecnologia Direct Injection, si tratta di un sistema che utilizza un “ciclo di pre-miscelazione che trasforma il detersivo in una mousse che sprigiona una forza pulente superiore del 60% rispetto a una lavatrice tradizionale”.

In sostanza questo sistema utilizza una pompa aggiuntiva che miscela acqua e detersivo, in questo modo il detersivo viene sciolto perfettamente sin da subito e aumenta l’efficacia del lavaggio anche a basse temperature.

Guarda il Video Direct Injection.

https://youtu.be/e2fDhOzyBC0

La Miele invece, col suo nuovo modello W1, propone il sistema PowerWash che consente di ottenere ottime prestazioni in modo rapido.

Questo sistema è dotato di un lavaggio intensivo e del programma QuickPowerWash, con quest’ultimo programma la biancheria viene lavata in meno di un’ora e viene garantito un pulito perfetto.

Un sofisticato sistema a doppia pompa sfrutta al massimo la resa del detersivo e l’efficacia di lavaggio aumenta del 10%, il bucato oltre a lavarsi nel modo tradizionale, viene colpito da un getto d’acqua proveniente dall’alto.

Guarda il Video PowerWash sul canale Youtube della Miele.

Anche Hoover ha un suo sistema per ottimizzare l’efficacia di lavaggio, 8 Pulse Tecnology, si tratta di un dispositivo  che spruzza l’acqua direttamente in vasca attraverso otto getti orientati che avvolgono il bucato a 360° e penetrano a fondo nelle fibre, i getti d’acqua sono spruzzati con un’azione intermittente direttamente nel bucato,la combinazione degli otto getti con la pre-miscelazione di acqua e detersivo garantiscono il pulito perfetto.

In pratica si tratta dello stesso principio che utilizzano le altre due marche, in questo caso però non so di preciso cosa faccia attivare i getti d’acqua ma credo che anche qui si tratti di una pompa aggiuntiva.

Ecco un video direttamente dal canale YouTube della Hoover.

Conclusioni.

Questi tre metodi sono molto simili fra loro, credo che sostanzialmente facciano la stessa cosa in maniera diversa, lo scopo rimane sempre quello di miscelare detersivo e acqua in maniera efficace per permettere una maggiore azione del detersivo e conseguentemente una maggior efficacia nel lavaggio e avere così un pulito perfetto.

Se sei in procinto di acquistare una lavatrice nuova ti consiglio di leggere:

Come scegliere la lavatrice migliore

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Consigli Piccoli Elettrodomestici

Microonde materiali adatti

Quali sono i materiali adatti ad entrare nel vano del microonde? Ormai tutti sappiamo che il microonde può essere usato solo con alcuni tipi di materiali, a volte però sorgono dei dubbi, di seguito una breve guida.

Microonde materiali adatti – Solo Microonde.

Con la funzione solo microonde si possono usare tutti i recipienti in vetro (meglio se Pyrex), vetro ceramica, carta o cartone, porcellana, terracotta, purché privi di decorazioni o parti in metallo (filetti dorati, manici, piedini).

Puoi usare anche recipienti in plastica resistente al calore, attenzione però al tipo di cottura scelto, se usi la cottura combinata resistenza grill più microonde la plastica non va bene.

Cottura combinata Microonde + Grill.

In questo caso utilizza sol vetro Pyrexvanno bene invece vetro ceramica e terracotta.

Microonde materiali adatti – Solo grill.

Usando la funzione solo Grill, puoi utilizzare recipienti in Pyrex, in vetro ceramica, in terracotta e i classici fogli di alluminio.

Microonde materiali adatti – Come togliersi un dubbio.

Non tutti sanno che esiste una semplice prova da fare, per capire se un determinato materiale non è adatto alla cottura a microonde.

Metti il contenitore vuoto dentro al microonde, imposta 60 secondi di cottura alla massima potenza, solo microonde.

Se il contenitore rimane freddo o si riscalda solo leggermente vuol dire che è adatto alla cottura a microonde.

Se invece diventa molto caldo o si sviluppano scintille, il contenitore non è adatto.

Per riscaldamenti brevi possono essere usati come sottofondo tovaglioli di carta, vassoi in cartone e piatti in plastica usa e getta.

Per quanto riguarda forma e dimensione, è indispensabile che queste permettano la corretta rotazione del piatto.

Ricorda che le microonde riscaldano il cibo e non il vasellame, è possibile cuocere il cibo direttamente nel piatto di portata, evitando così l’uso e la pulizia di pentole.

Il vasellame utilizzato può comunque scaldarsi perché a contatto direttamente col cibo, quindi fai attenzione a non scottarti e usa delle presine.

Se usi la funzione solo Grill, puoi utilizzare tutti i tipi di recipiente da forno, in ogni caso fai riferimento alle indicazioni date sopra se hai dei dubbi.

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Consigli Riparodasolo

Ricambi elettrodomestici – Come procurarseli con la ricerca per immagini

Ricambi elettrodomestici

Quali dati servono per procurarseli?

Hai individuato il pezzo difettoso del tuo elettrodomestico? Magari grazie ad uno dei miei post o consigli? Beh mi fa piacere! Ma adesso devi procurartelo e forse non sai come fare.

Prima di tutto ti servono alcuni dati per reperire il ricambio originale:

la MARCA del tuo elettrodomestico;

il MODELLO;

la MATRICOLA, detta anche serial number (abbreviato S/N);

il CODICE INDUSTRIALE (numero service).

Marca e modello.

La marca e il modello sono fondamentali per risalire al codice di ricambio che vi interessa acquistare, ogni marca produce centinaia di modelli differenti ma ogni elettrodomestico ha qualcosa di diverso dall’altro anche se esteticamente sembrano uguali.

Una lavatrice può avere, ad esempio, un motore da 1400 giri inverter e l’altra identica esteticamente può averne uno da 1000 giri elettrico con collettore e spazzole.

Basta un trattino, un punto, numero o lettera in più o diversa nella sigla del modello per far sì che i ricambi siano differenti, quindi fai attenzione a fornire il modello esatto.

Matricola.

Spesso capita che le case costruttrici di elettrodomestici facciano delle modifiche sui prodotti già usciti in commercio, un po’ come capita ai software, solo che per gli elettrodomestici non esiste l’aggiornamento via internet :).

Può capitare, che lo stesso modello fino ad una certa matricola monti un tipo di componete e da una certa matricola in poi ne monti un altro.

Di solito la matricola è facoltativa, altre volte è indispensabile per i motivi che spiegavo sopra.

Codice industriale/commerciale.

Il codice industriale è una serie di cifre che identifica l’elettrodomestico in maniera precisa, tramite questo numero si può essere certi di ordinare il ricambio esatto.

Non tutti i prodotti hanno il codice industriale, alcuni hanno solo modello e matricola.

Perché servono questi dati?

I pezzi di ricambio di qualsiasi elettrodomestico sono codificati, per risalire al codice del ricambio esatto è indispensabile fornire come minimo il modello.

Ricambi elettrodomestici – Come procurarseli.

Rivolgiti sempre al centro assistenza autorizzato, ogni marchio ha una rete di centri assistenza, ti basta fare una piccola ricerca sui siti ufficiali dei vari marchi.

Ricambi elettrodomestici – Come procurarseli online.

Fino a poco tempo fa saresti stato costretto a recarti al centro assistenza più vicino e sperare di trovare il ricambio giusto, altrimenti avresti dovuto ordinarlo e aspettare anche una settimana per rimettere in sesto il tuo elettrodomestico.

Anche se ritengo che recarsi direttamente al centro assistenza è più sicuro e c’è meno il rischio di acquistare il prodotto sbagliato, oltre ad avere la consulenza del tecnico che ci lavora; procurarsi i ricambi online è diventato sempre più semplice e veloce.

Esistono molti siti specializzati nella vendita di ricambi online, non sto qui ad elencarli, ti basta una piccola ricerca su Google.

C’è anche un nuovo modo per cercare i ricambi che ci servono…

Ricerca per immagini con APP Amazon e Google.

Grazie allo sviluppo della tecnologia oggi è possibile inquadrare con lo schermo del tuo smartphone l’oggetto e l’applicazione lo riconosce.

Amazon ad esempio ha implementato questo sistema nella sua APP.

Ad esempio se con il tuo smartphone inquadra un paio di scarpe, Amazon ti mostra tutte le scarpe simili in vendita sul proprio sito.

Questa funzione è particolarmente utile quando non si conosce il nome esatto del ricambio.

Può capitare che una persona con buona manualità decida di riparare qualcosa che non ha mai visto prima e comunque intuire il pezzo difettoso e non conoscerne però il nome.

Ho deciso di fare una prova per vedere se funziona!

Guarda il video.

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Consigli Lavastoviglie

La lavastoviglie e il calcare

Che il calcare sia il responsabile principale delle rotture di tutti gli elettrodomestici che lavorano con l’acqua non è un segreto, però non tutti sanno come prevenire le rotture della lavastoviglie causate dal calcare.

Di seguito andrò a descrivere tutte le azioni che puoi adottare per limitare l’azione del calcare e i motivi per cui il calcare è dannoso.

Il calcare e la resistenza.

Uno dei motivi principali per cui si interrompe la resistenza, dopo l’usura, è la formazione di calcare attorno ad essa.

Difatti il calcare tende a depositarsi principalmente dove maggiore è il calore e la resistenza è il componente che scalda l’acqua, di conseguenza la parte più esposta.

Una volta che il calcare si è depositato sulla resistenza, agisce da isolante e l’acqua impiegherà più tempo per riscaldarsi, ne consegue una maggiore usura della resistenza.

Come rallentare la formazione di calcare.

Uno degli errori più frequenti è dimenticare di mettere il sale nel decalcificatore della lavastoviglie, mancando il sale il processo di decalcificazione dell’acqua non funziona e la formazione di calcare è maggiore.

Un altro degli errori più frequenti è usare pastiglie 3 in 1 o simili che hanno già il sale al loro interno e pensare che essendoci già il sale non ci sia bisogno di metterne nel decalcificatore.

Niente di più sbagliato! Il sale non deve andare nell’acqua del lavaggio ma soltanto nel decalcificatore e vi sconsiglio le pastiglie con il sale perché vanno a rovinare il processo di decalcificazione che la lavastoviglie fa da se.

Impostare la durezza dell’acqua.

Le lavastoviglie di ultima generazione hanno la possibilità di poter impostare la durezza dell’acqua (leggi nel libretto istruzioni), tramite la pulsantiera e quelle più datate hanno una levetta che si può regolare.

Di fabbrica sono impostate come durezza media ma non tutte le zone hanno la stessa acqua e se quel parametro viene impostato male, la lavastoviglie oltre a lavare male, si romperà più spesso.

Acqua salata.

Se l’acqua che arriva a casa tua contiene troppi cloruri, il decalcificatore potrebbe non funzionare correttamente, in questo caso è consigliabile rivolgersi ad un idraulico che vi fornirà un filtro apposito.

Acqua con troppo ferro.

Se l’acqua contiene troppo ferro anche in questo caso il dolcificatore potrebbe non funzionare, l’applicazione di un filtro anticalcare risolve questo problema.

Infatti oltre a proteggere la lavastoviglie dal calcare essendo un magnete trattiene il ferro presente nell’acqua, inoltre addolcendo l’acqua in entrata riduce il consumo di sale.

Lo trovi presso i negozi di idraulica, presso i centri assistenza autorizzati e anche in vendita on line, ti basta chiudere il rubinetto dell’acqua, svitare il tubo carico della lavastoviglie e avvitarlo al rubinetto, una volta fatto questo puoi ricollegare il tubo della lavastoviglie e riaprire l’acqua.

Cura lavastoviglie – Disincrostante.

Effettua un lavaggio con cura lavastoviglie o disincrostante una volta al mese, aiuta ad eliminare il calcare, oltre a togliere i residui di grassi che possono compromettere la qualità del lavaggio. Consiglio un prodotto professionale e specifico, lo trovi presso i centri assistenza autorizzati oppure è acquistabile on line al link sotto, costa meno del normale cura lavastoviglie ed è a mio parere più efficace.

Conclusioni.

1) Utilizza sempre il sale da lavastoviglie, quello da cucina non va bene perché contiene impurità che alla lunga rovinano le resine del decalcificatore.

2) Non utilizzare mai detersivo che contiene il sale al suo interno, potrebbe rovinare il processo di decalcificazione che fa in automatico la lavastoviglie.

3) Imposta il livello di durezza dell’acqua nel modo corretto, in base all’acqua che avete in casa.

Per misurare la durezza dell’acqua serve un kit apposito o delle cartine che immerse in un bicchiere di acqua misurano la durezza.

Li trovate nei negozi d’idraulica, nei fai da te, e nei negozi dove vendono acquari.

4) Ricordati di fare un lavaggio con cura lavastoviglie o disincrostante una volta al mese. Se la lavastoviglie lava meno di una volta al giorno potete anche effettuare il lavaggio di pulizia una volta ogni 2 o 3 mesi.

Se vuoi approfondire l’argomento leggi anche gli articoli che seguono…

http://riparodasolo.altervista.org/bicchieri-opachi/

http://riparodasolo.altervista.org/la-lavatrice-e-il-calcare/

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Consigli Piano Cottura

Scegliere il piano cottura – Riparodasolo

Scegliere il piano cottura.

Dimensioni – Materiali – Direct Flame – Accessori.

Scegliere il piano cottura da incasso non è semplice come sembra, spesso può capitare di pentirsi dell’acquisto fatto quando ormai è troppo tardi per tornare indietro, di seguito andrò a descrivere le varie tipologie di piano cottura ed i relativi pregi e difetti.

Dimensioni.

Se la tua cucina componibile ha bisogno di un piano cottura nuovo, le dimensioni dovranno necessariamente essere uguali a quelle del piano cottura precedente, salvo nel caso in cui abbiate installato un piano da 60 cm di larghezza e avete ai lati lo spazio necessario per installarne uno da 75 cm.

Questo è possibile perché lo scasso per inserire il piano è identico sia nel piano cottura da 60 cm che in quello da 75 cm.

Controlla bene però se ai lati hai abbastanza spazio disponibile per inserire quello da 75 cm.

Se devi acquistare tutta la cucina e hai la possibilità di scegliere il piano cottura e le sue dimensioni, ti consiglio di ragionare bene e decidere in base alle tue esigenze.

Piano cottura  30 cm.

Hanno solo due fornelli e di solito vanno in piccoli appartamenti di villeggiatura o in situazioni particolari dove lo spazio è veramente ridotto.

Giusto se sei un single incallito e al massimo ti cucini un uovo fritto o un piatto di minestra; se poi inviti più di una persona a cena sarai costretto a ordinare d’asporto o servire una scatoletta di tonno.

Le dimensioni sono 30×53 cm e quelle del foro d’incasso sono 27×50 cm.

Piano cottura  60 cm.

E’ il piano cottura più comune e diffuso, ha quattro bruciatori, può avere comandi laterali o frontali, questi ultimi di gran lunga più comodi.

Nel caso in cui abbiate lo spazio disponibile per inserirne uno di grandezza superiore dovrai decidere se sacrificare lo spazio del piano di lavoro della cucina per avere più fornelli disponibili o sacrificare il numero di fornelli e quindi metterne uno da 60 cm per avere più spazio attorno.

Le dimensioni sono 58×52 cm e quelle del foro d’incasso sono  56×48 cm.

Piani cottura 75 cm.

Hanno una maggiore estensione nella zona dei fuochi, con 5/6 bruciatori per poter utilizzare contemporaneamente diverse pentole, adatto se inviti spesso amici o parenti a cena o se hai una famiglia numerosa, spazio disponibile permettendo.

Un buon compromesso tra il piano da 90 cm e quello da 60 cm.

Le dimensioni sono 74×52 cm e quelle del foro d’incasso sono 56×48 cm.

Piani cottura 90 cm.

Perfetto per famiglie numerose, per chi ama cucinare e per chi è solito organizzare cene con molti avventori, l’estensione tra i fornelli è molto più ampia e non si rischia di cozzare le pentole fra di loro, i bruciatori sono comunque 5/6, più facile che siano 6.

Naturalmente è adatto per cucine abitabili, dove lo spazio per la preparazione dei cibi non manca e l’ambiente è ampio. Le dimensioni sono 91×52 cm e quelle del foro d’incasso sono 85×49 cm.

Scegliere il piano cottura – Materiali.

I piani cottura a gas sono disponibili in diversi materiali, il più comune è l’acciaio inox e non ti venga in mente di pulirlo con la spugna abrasiva, lo riempiresti di graffi.

Adatto per qualsiasi tipo di cucina, si intona bene a tutto e il costo non è eccessivo.

Poi c’è quello in acciaio satinato antigraffio, un po più brutto esteticamente a mio parere ma meno delicato.

Io lo chiamerei “da battaglia”, in quanto essendo antigraffio l’unica cosa di cui dovrete preoccuparvi sarà cucinare.

Poi si passa a quello smaltato, facile da pulire e disponibile in diverse versioni e colori, così da poterlo abbinare al colore della cucina, molto bello nelle cucine rustiche in muratura.

L’unico inconveniente di questo materiale è che se vi casca qualcosa sopra è facile che si scheggi e salti via la smaltatura, rovinando così l’estetica.

Infine si può optare per quello in cristallo temperato, molto bello esteticamente ma da evitare se cucini molto, infatti è molto delicato.

Di positivo, oltre all’estetica, c’è che si scalda poco e si pulisce in un lampo.

Piano cottura tradizionale a gas – Funzionamento e tipo di accensione.

Tutti i piani di cottura a gas sono dotati di valvola di sicurezza o termocoppia per bloccare l’emissione del gas nel momento in cui si dovesse verificare uno spegnimento accidentale della fiamma.

Queste sicure impediscono la fuoriuscita di gas nel caso in cui ti dimentichi la manopola del rubinetto aperta.

Quando andiamo a scegliere il piano cottura a gas dobbiamo tener presente che esistono due tipi di accensione:

possiamo scegliere il piano cottura con accensione elettronica a tasto, detta anche a due mani, in quanto servono entrambe le mani; con una si gira la manopola e con l’altra si preme il tasto d’accensione.

Oppure quello con accensione elettronica con manopola, detta anche ad una mano, in quanto il micro accensione è posto sotto la manopola e con una sola mano si attiva la candela accensione e la fuoriuscita del gas.

Questo tipo è da preferirsi rispetto all’altro e non c’è bisogno che vi spieghi il perché!

Oltre ai soliti fornelli, piccolo (ausiliario), medio (semirapido), grande (rapido), esiste un’altra tipologia di fornello, a doppia, tripla, quadrupla corona per sviluppare una potenza molto superiore ideale per cotture molto rapide e risultati paragonabili a quelli delle cucine professionali.

Le griglie e i cappellotti possono essere smaltati, in acciaio o in ghisa, la ghisa è in assoluto il materiale migliore ma purtroppo il più costoso.

Scegliere il piano cottura a gas – Direct Flame.

C’è una novità importante nel panorama dei piani cottura a gas e quando andrai a scegliere il piano cottura tienine conto; questa novità si chiama Direct Flame.

In pratica il cappellotto del bruciatore è pieno di forellini che a differenza dei bruciatori classici che emanano una fiamma radiale, questi emettono una fiamma a goccia, concentrando il calore nel centro della pentola.

Questo sistema permette di scaldare più velocemente e di conseguenza avrai un risparmio di gas pari al 20% in meno rispetto ad un piano cottura tradizionale a gas.

C’è chi giura che questo sarà il futuro dei piani cottura a gas e che ben presto tutti i piani cottura saranno concepiti in questo modo.

Scegliere il piano cottura – Coperchio in vetro temperato.

Il coperchio viene fornito come accessorio e al contrario di quanto si pensa non ha solo una funzione estetica.

Può servire come protezione del listello posteriore della cucina, infatti quando si cucina con i fornelli più vicini alla parete posteriore, la fiamma, correndo lungo il profilo della pentola, fa in modo che il calore si avvicini al listello e col tempo il legno può scolorarsi o addirittura gonfiarsi.

Questo problema cessa di esistere se hai una cucina con materiali diversi dal legno (truciolato) oppure se hai l’isola.

Inoltre il coperchio aiuta ad incanalare i vapori verso la cappa e protegge le fughe delle piastrelle che altrimenti tendono ad ingiallirsi.

Il coperchio del piano cottura da molti vantaggi e si pulisce bene ma come pecca ha il fatto che a contatto diretto col calore si rompe, anzi diciamo che esplode proprio.

Esplode per una questione di sicurezza, in tanti piccoli pezzi, in questo modo il vetro non è pericoloso per chi dovesse essere li vicino in quel momento.

Lo spavento sarà enorme te lo assicuro!

Bisogna aspettare che i fornelli si raffreddino prima di abbassarlo e le pentole non devono toccarlo mentre sono sul fuoco, evitate anche di poggiarvi delle cose sopra, alla lunga si rompe.

Scegliere il piano cottura.

Vetro ceramica – Induzione – Pentole.

I piani cottura in vetro ceramica hanno un aspetto più elegante e prestazioni migliori, possono raggiungere temperature elevate grazie alla resistenza del materiale.

Il vantaggio principale di questa tipologia di piani cottura, oltre alla rapidità nella cottura, sta nel fatto che si possono montare ovunque perché non hanno bisogno della conduttura del gas.

Gli svantaggi sono il consumo elettrico e la necessità di utilizzare pentole apposite.

Inoltre il piano si scalda molto e anche se viene segnalato visivamente questo è un punto a sfavore.

Di positivo c’è l’assenza della fiamma, la stabilità delle pentole e la facilità nella pulizia, c’è da dire anche che si rompono di rado e il piano è antigraffio.

Vetro ceramica con piastre radianti – Piastre alogene.

Le piastre radianti sono formate da resistenze circolari che scaldandosi trasferiscono il calore alla vetro ceramica e di conseguenza alle pentole.

Il consumo di queste piastre è più elevato in quanto la dispersione di calore è maggiore.

Le piastre alogene funzionano appunto con potenti luci alogene e questo sistema permette di disperdere meno calore, comunque il principio di funzionamento è lo stesso.

Induzione.

Il piano ad induzione ha un principio di funzionamento completamente diverso, difatti tramite particolari bobine, genera un campo magnetico che scalda la pentola.

Anche questi hanno bisogno solo della corrente e possono essere installati praticamente ovunque.

Il piano di lavoro è sempre in vetro ceramica ma il calore non viene disperso grazie a questo sistema con bobine.

Per farvi un’idea il rendimento di questi piani è del 90%, rispetto ad un 40 – 60% dei piani con piastre alogene o radianti.

Se per far bollire una pentola d’acqua con un normale piano in vetro ceramica ci mettereste 7/8 minuti, con quello ad induzione ce ne mettereste 3.

Gli svantaggi sono il consumo elettrico ed il prezzo d’acquisto elevati e la necessità di utilizzare pentole apposite.

I lati positivi sono la velocità di cottura, l’assenza di fiamma, il fatto che il piano rimane freddo e non c’è pericolo di scottarsi, la stabilità delle pentole e non ultimo la cottura uniforme.

Pentole.

Prima ti parlavo di pentole apposite, per i piani cottura in vetroceramica vanno bene quelle con fondo piatto e opaco, comunque qualsiasi rivenditore saprà indicarti quelle più adatte.

Per i piani ad induzione vanno bene quelle che fanno l’effetto calamita, anche in questo caso basta chiedere.

Spero che questa piccola guida ti sia d’aiuto nello scegliere il piano cottura che più fa al caso tuo.

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